Altro modello di imbarcazione molto comune in passato nei mari dello Stretto era "La Paciota": imbarcazione che prende il nome dal luogo dove verosimilmente ebbe origine, la località di Pace, i pescatori del posto viste le loro esigenze decidettero di varare nei primi anni dell'ottocento questo modello di barca lunga tra i 18 ed i 30 palmi (5 - 8 metri) con le particolari ruote di poppa e prua estremamente dritte e squadrate (sembra a voler spaccare i mare), la sua carena risulta molto affilata alle estremità e poco profonda caratteristiche che rendono questo modello molto veloce e ben manovrabile;
spinta da quattro sei o otto remi, a volte veniva dotata da vele ed era l'unica barca dello Stretto senza i "carini", veniva usata per la pesca costiera ed in particolare per la pesca a traina dei tonni, delle ricciole, dei "pisantuni", degli "alleterati" o per la pesca di sauri, boche, aguglie. Vista la sua estrema manovrabilità e velocità fu adibita ai "palii" che animavano le riviere messinesi dove da protagonisti vi erano le famiglie di pescatori della zona.
Questa tradizione viene tramandata fino ai giorni nostri e tutt'oggi modelli di "Paciote" gareggiano ogni anno al palio organizzato sulla costa messinese nei mesi estivi, evento molto tradizionale e fantastico da ammirare che vi consiglio di visionare!...
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Imbarcazione agile e molto veloce spinta da 8 rematori, viene tutt'oggi utilizzata nel periodo estivo per effettuare il "Palio delle Contrade Marinare" in località Grotte in cui partecipano vari equipaggi residenti nella costiera messinese
Qui a destra raro esemplare di paciota a vela, si pensa che il suo nome derivi dal posto in cui fu concepita e realizzata: la località di Pace per soddisfare le esigenze dei pescatori della zona
Nei mesi estivi sulla riviera messinese è consuetudine organizzare dei palii marinari in cui prendono parte le marinerie locali, spettacoli di colori mare e gente!